CONFERENZA D'ATENEO DEL 13 NOV
Sono state presentate le seguenti mozioni:
Mozione 13 novembre 2008, per l’Assemblea dell’Ateneo di Torino
Studenti, personale tecnico-amministrativo, esternalizzati, professori e ricercatori in mobilitazione contro la legge 133/2008 chiedono al senato accademico:
- di appoggiare le forme di mobilitazione che vengono portate avanti, dalle iniziative di informazione alle occupazioni delle facoltà;
- di avviare una pratica di modifica dello statuto di ateneo che preveda l'introduzione di una procedura aggravata per deliberare in merito alla trasformazione dell'università in fondazione di diritto privato;
- di annullare la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, rendendo pubbliche le ragioni della mancata inaugurazione e di promuovere in sostituzione un momento di riflessione collettiva, aperto alla cittadinanza e comprendente tutte le componenti dell'ateneo sulle alternative possibili di riforma dell'Università;
- di riconoscere come interlocutore legittimo il coordinamento dei ricercatori precari, accanto ai precari delle cooperative e del personale tecnico amministrativo, per aprire un tavolo di confronto in merito alle piattaforme sulle loro condizioni contrattuali.
E’ stata attaccata l'università pubblica nel suo complesso; la mobilitazione è trasversale alle varie componenti dell’università e pertanto studenti, precari, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, professori si fanno portavoce della presente mozione unitaria.
Coordinamento UNITO
Torino, 13 Novembre 2008
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INTERVENTO IN SENATO ACCADEMICO ALLARGATO –
RNRP nodo di Torino
Mi chiamo Paola Milla e sono cococo presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino; sono una delle tantissime ricercatrici e ricercatori precari non strutturati, molti di questi oggi in sala, che ormai da 10 anni lavorano nel campo della ricerca universitaria . Faccio parte della RNRP, e oggi mi faccio portavoce del nodo torinese, che è molto attivo e ormai da un anno organizza assemblee nelle facoltà per discutere di diverse tematiche. Come in tutta Italia, anche qui molti precari impegnati nella ricerca contrastano con tutte le loro forze i decreti che uccidono letteralmente l’Università pubblica. Tale intervento è stato preparato insieme agli altri precari della ricerca e votato ieri in un’assemblea molto partecipata.
Tutti i precari dell’Università saranno tra i più colpiti da qualsiasi blocco del turn over, sia che corrisponda al tetto del 20% o salga al 50% per le virtù del nostro ateneo; tale quadro è ulteriormente peggiorato dalle condizioni drammatiche di precarietà che ormai da più di dieci anni affliggono la ricerca universitaria. Stiamo parlando di una vera e propria giungla contrattuale caratterizzata da borse di studio, assegni di ricerca, cococo, cocopro, partite iva…. Alcuni dei quali non prevedono neanche contributi previdenziali, o quando ci sono valgono molto poco. Molti non prevedono neanche l’assicurazione sul lavoro pagata; in nessuno troviamo un diritto degno alla maternità. Nessuna di queste forme atipiche prevede diritto alle ferie e malattia.
Insomma, uno tra i tanti pilastri fondamentali dell’Università di Torino, che partecipa attivamente alla creazione di prestigio dell’ateneo, deve essere ripagato in questo modo?
In uno scenario simile è fondamentale, e quanto mai urgente, aprire una discussione su tali drammaticità; e come sostiene il prof Gilli, pro-rettore del Politecnico di Torino, “è soprattutto ora, con l’introduzione di tali decreti, che occorre ridiscutere delle forme di contratto precarie nella ricerca universitaria”. Il 3 giugno 2008 la RNRP insieme ai sindacati confederali ha inviato una lettera al rettore Pelizzetti, per denunciare il quadro che oggi abbiamo esposto anche di fronte al senato accademico; nella lettera chiedevamo inoltre di dar il via al più presto ad un censimento accurato di tutto il personale precario nella ricerca, e di aprire un confronto per discutere di una nuova figura di ricercatore meno precaria, un contratto di ricercatore a tempo determinato. Dal 3 giugno scorso ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta: questo è molto poco rispettoso. Intanto il 4 novembre in Regione Piemonte, ed il 5 al Politecnico di Torino si sono aperti 2 tavoli di confronto sugli stessi temi, e crediamo che anche l’Università di Torino da oggi debba accettare di incontrarci. Ci rivolgiamo direttamente anche al prof. Merighi, presidente della commissione ricerca scientifica, ed al prof. Dogliani presidente della commissione Organico di ateneo, chiedendo loro di approfondire attentamente le nostre proposte.
In conclusione oggi vorremmo uscire da questa assemblea con una data certa di convocazione del tavolo di confronto, con rappresentanti dei ricercatori precari di diverse aree e rappresentanti sindacali.
RNRP nodo di Torino
Mozione 13 novembre 2008, per l’Assemblea dell’Ateneo di Torino
Studenti, personale tecnico-amministrativo, esternalizzati, professori e ricercatori in mobilitazione contro la legge 133/2008 chiedono al senato accademico:
- di appoggiare le forme di mobilitazione che vengono portate avanti, dalle iniziative di informazione alle occupazioni delle facoltà;
- di avviare una pratica di modifica dello statuto di ateneo che preveda l'introduzione di una procedura aggravata per deliberare in merito alla trasformazione dell'università in fondazione di diritto privato;
- di annullare la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, rendendo pubbliche le ragioni della mancata inaugurazione e di promuovere in sostituzione un momento di riflessione collettiva, aperto alla cittadinanza e comprendente tutte le componenti dell'ateneo sulle alternative possibili di riforma dell'Università;
- di riconoscere come interlocutore legittimo il coordinamento dei ricercatori precari, accanto ai precari delle cooperative e del personale tecnico amministrativo, per aprire un tavolo di confronto in merito alle piattaforme sulle loro condizioni contrattuali.
E’ stata attaccata l'università pubblica nel suo complesso; la mobilitazione è trasversale alle varie componenti dell’università e pertanto studenti, precari, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, professori si fanno portavoce della presente mozione unitaria.
Coordinamento UNITO
Torino, 13 Novembre 2008
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INTERVENTO IN SENATO ACCADEMICO ALLARGATO –
RNRP nodo di Torino
Mi chiamo Paola Milla e sono cococo presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino; sono una delle tantissime ricercatrici e ricercatori precari non strutturati, molti di questi oggi in sala, che ormai da 10 anni lavorano nel campo della ricerca universitaria . Faccio parte della RNRP, e oggi mi faccio portavoce del nodo torinese, che è molto attivo e ormai da un anno organizza assemblee nelle facoltà per discutere di diverse tematiche. Come in tutta Italia, anche qui molti precari impegnati nella ricerca contrastano con tutte le loro forze i decreti che uccidono letteralmente l’Università pubblica. Tale intervento è stato preparato insieme agli altri precari della ricerca e votato ieri in un’assemblea molto partecipata.
Tutti i precari dell’Università saranno tra i più colpiti da qualsiasi blocco del turn over, sia che corrisponda al tetto del 20% o salga al 50% per le virtù del nostro ateneo; tale quadro è ulteriormente peggiorato dalle condizioni drammatiche di precarietà che ormai da più di dieci anni affliggono la ricerca universitaria. Stiamo parlando di una vera e propria giungla contrattuale caratterizzata da borse di studio, assegni di ricerca, cococo, cocopro, partite iva…. Alcuni dei quali non prevedono neanche contributi previdenziali, o quando ci sono valgono molto poco. Molti non prevedono neanche l’assicurazione sul lavoro pagata; in nessuno troviamo un diritto degno alla maternità. Nessuna di queste forme atipiche prevede diritto alle ferie e malattia.
Insomma, uno tra i tanti pilastri fondamentali dell’Università di Torino, che partecipa attivamente alla creazione di prestigio dell’ateneo, deve essere ripagato in questo modo?
In uno scenario simile è fondamentale, e quanto mai urgente, aprire una discussione su tali drammaticità; e come sostiene il prof Gilli, pro-rettore del Politecnico di Torino, “è soprattutto ora, con l’introduzione di tali decreti, che occorre ridiscutere delle forme di contratto precarie nella ricerca universitaria”. Il 3 giugno 2008 la RNRP insieme ai sindacati confederali ha inviato una lettera al rettore Pelizzetti, per denunciare il quadro che oggi abbiamo esposto anche di fronte al senato accademico; nella lettera chiedevamo inoltre di dar il via al più presto ad un censimento accurato di tutto il personale precario nella ricerca, e di aprire un confronto per discutere di una nuova figura di ricercatore meno precaria, un contratto di ricercatore a tempo determinato. Dal 3 giugno scorso ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta: questo è molto poco rispettoso. Intanto il 4 novembre in Regione Piemonte, ed il 5 al Politecnico di Torino si sono aperti 2 tavoli di confronto sugli stessi temi, e crediamo che anche l’Università di Torino da oggi debba accettare di incontrarci. Ci rivolgiamo direttamente anche al prof. Merighi, presidente della commissione ricerca scientifica, ed al prof. Dogliani presidente della commissione Organico di ateneo, chiedendo loro di approfondire attentamente le nostre proposte.
In conclusione oggi vorremmo uscire da questa assemblea con una data certa di convocazione del tavolo di confronto, con rappresentanti dei ricercatori precari di diverse aree e rappresentanti sindacali.
RNRP nodo di Torino