Dottorato di ricerca
Il dottorato di ricerca non è un contratto di lavoro ma un periodo di studio di alcuni anni (quasi sempre 3) finalizzato a una formazione all’attività di ricerca, alla stesura di un lavoro scientifico originale (tesi) e al conseguimento del titolo di Dottore di ricerca. Vi si accede, una volta in possesso della laurea, mediante selezioni di tipo concorsuale, disciplinate
dalle singole università. I bandi relativi a tali concorsi sono pubblicati annualmente in Gazzetta Ufficiale, e quindi elencati sul sito internet del Ministero per l’Università all’indirizzo http://bandidottorato.miur.it
L’attività del dottorando può comportare vari tipi di attività formativa, fra cui la frequenza a corsi e seminari. Il dottorando non è tenuto a svolgere attività didattica. La disciplina relativa al dottorato è ormai per gran parte sancita dai regolamenti delle singole università, ai quali è quindi necessario fare riferimento. La normativa nazionale (Legge 210/1998) si limita a determinare aspetti generali quali la necessità di un minimo del 50% dei posti coperti da borse, e alcune norme generali di tipo organizzativo.
LA BORSA
L’Importo minimo della borsa, di circa 830 euro mensili netti, è invece determinato da decreto ministeriale (quello attualmente valido è il DM 293/1998). Va sottolineato che si tratta, appunto, di un importo minimo che ogni singola istituzione ha la facoltà di aumentare. I vincitori di posti coperti da tale borsa sono anche esonerati dal pagamento delle tasse universitarie. La borsa di studio è esente dall’Irpef e assoggettata alla gestione separata INPS (per le prestazioni vedi sopra la parte sulle collaborazioni coordinate e continuative), pur non costituendo, per la sua tipologia, un vero rapporto di lavoro parasubordinato. L’ammontare minimo della borsa è, a partire dal 2001, 10.561,54 euro annui. Esso può essere aumentato dal bando o in corso, a discrezione dell’università. La borsa di studio viene erogata di norma con carenza bimestrale. Per alcuni regolamenti di ateneo la borsa di dottorato è considerata incompatibile con un reddito superiore ad una certa soglia, generalmente oltre i 10.000 Euro. Alla determinazione di questo importo concorrono redditi di origine patrimoniale non occasionali. Il superamento del limite di reddito comporta la perdita del diritto alla borsa di studio per l’anno in cui si è verificato e l’obbligo di restituire l’importo corrispondente alle somme percepite. La borsa di dottorato non può essere cumulata con altre borse di studio tranne che non siano finalizzate ad integrare con un soggiorno all’estero l’attività di ricerca del dottorando. Inoltre l’importo della borsa nei periodi di studio all’estero è aumentata del 50%. Il periodo all’estero non deve superare l’esatta metà della durata del corso.
Finanziaria 2008 - L’aumento della borsa di dottorato
E’ rimasto ancora nella versione definitiva l’aumento della borsa di dottorato a 1000 euro. Il fondo di finanziamento ordinario delle università viene aumentato (a tale scopo) di 40 milioni di euro per 2008, 2009 e 2010 (art. 2 comma 430).
PUBBLICI DIPENDENTI
Il pubblico dipendente ammesso al dottorato può chiedere di essere collocato per la durata del corso in congedo straordinario per motivi di studio senza stipendio ed usufruire della borsa se ricorrono le condizioni reddituali sopra richiamate. In caso di ammissione al corso di dottorato senza borsa di studio il dottorando può collocarsi in aspettativa conservando il trattamento economico e previdenziale. Tuttavia qualora il rapporto di lavoro dovesse cessare per sua volontà (in pratica decidesse di licenziarsi) nei due anni successivi, dovrà restituire gli importi percepiti. La ratio della norma è evidentemente quella di favorire la frequenza dei corsi di dottorato da parte dei dipendenti pubblici ma a condizione che mantengano il loro rapporto di lavoro in modo tale da mettere a servizio della pubblica amministrazione la formazione ricevuta.
COMPATIBILITÀ
La compatibilità dell’assegno di ricerca con il dottorato generalmente possibile è definita dai regolamenti dei singoli atenei e decisa di norma dal collegio dei docenti. La compatibilità di attività lavorative esterne con il corso di dottorato è, di regola, valutata dal collegio dei docenti. Allo stato attuale, in Italia, il titolo di dottore di ricerca ha un valore concreto prevalentemente per la carriera universitaria o negli Enti di ricerca, mentre all’estero è un titolo di valore spendibile in un ampio spettro di alte professionalità pubbliche e private. Una buona documentazione sul dottorato di ricerca è mantenuta sul sito dell’Associazione dottorandi e Dottori di ricerca Italiani (ADI), http://www.dottorato.it
Il NUOVO REGOLAMENTO
Il MUR ha emenato una bozza di regolamento ancora in discussione. L'innovazione più significativa (sempre che la CRUI non ci si metta di traverso) è l'eliminazione dei posti senza borsa. Scarica l'allegato per la bozza oppure vai sul sito del MIUR nella sezione Notizie.
Fonte: RNRP, http://ricercatoriprecari.wetpaint.com/
